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Utilizzare i font variabili nei temi WordPress


Con l’introduzione dei web font nel 2009, i web designer hanno a disposizione una ricca serie di palette tipografiche. Questi font sono stati largamente utilizzati grazie alla regola CSS @fontface, che ha dato ai designer la possibilità di svincolarsi dai font web-safe (di sistema).

Una varietà di formati di file di font erano (e sono) disponibili presso grandi fonderie di font, in particolare Google Fonts.

All’epoca, utilizzare i font per il web significava lavorare con file separati per ogni peso e stile di carattere. Ad esempio, nomi di file come i seguenti rendevano chiaro il modo in cui il font sarebbe stato visualizzato:

Roboto-Italic.woff2
Lato-BoldItalic.woff2
OpenSans-SemiBold.ttf
WorkSans-ExtraBold.ttf

Ogni variante doveva essere caricata come file a sé stante. Questo aumentava il peso della pagina, richiedeva un maggior numero di richieste HTTP e aggiungeva complessità nella scelta e nell’applicazione dei font in un design.

L’ascesa dei font variabili

Nel 2016 è arrivata un’importante svolta nella tipografia digitale: i font variabili. Sviluppati in collaborazione da Google, Apple, Adobe e Microsoft, sono entrati rapidamente nel mainstream.

La caratteristica distintiva di un font variabile è che può contenere uno qualsiasi dei seguenti elementi, ognuno dei quali è noto come asse:

Asse Proprietà CSS
peso font-weight
stile font-style: italic
inclinazione font-style: oblique
allungamento font-stretch
Asse delle dimensioni ottiche (opsz) font-variations-setting

Il formato di file più utilizzato è .woff2 (Web Open Font Format), un formato altamente compresso che è diventato una raccomandazione del W3C nel 2018. Anche se formati come .ttf e .otf possono essere utilizzati come font variabili, il formato più efficiente è .woff2. Tutti i browser moderni supportano i font variabili.

Per chiarezza, facciamo una distinzione tra “web font” e “font variabili”. In pratica, però, spesso i font variabili vengono accomunati ai font web.

Perché usare i font variabili?

Ci sono tre motivi principali per utilizzare i font variabili nei progetti web:

  1. Migliori prestazioni: Invece di richiamare più file di font separati (Regular, Bold, Italic, ecc.), un unico file di font variabile può coprirli tutti. Questo significa meno richieste HTTP e tempi di caricamento ridotti.
  2. Flessibilità nella progettazione: I font variabili permettono di avere un controllo granulare. Ad esempio, invece di essere vincolati a font-weight: 500 o 600, possiamo impostare un valore personalizzato come 532.
  3. Tipografia reattiva: Poiché i font variabili possono adattarsi in modo fluido, è possibile creare una tipografia che risponda a tutti i dispositivi. Un buon esempio: l’uso di font-weight: clamp() per scalare il peso tra i diversi viewport, senza i bruschi “salti” che si avrebbero con i file di font statici.


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